Comunicata stampa

Incontro con i protagonisti dello spettacolo che si terrà questo pomeriggio alla scuola elementare.

Teatro Odin, una tradizione ultratrentennale

In vista dello spettacolo dei teatri Odin e Om in programma

CULTURA - Tolfa e Allumiere - 9/2, 2001

Domani alle 14.30 alla scuola elementare, abbiamo incontrato quelli che saranno i protagonisti dell'esibizione. L'attore e musicista danese Kaì Bredholt, dell'Odin, e l'italiana Sandra Pasini, dell'Om, mettono in scena nello spettacolo «Vincent Van Gakk incontra Spugna» ciò che hanno appreso, distintamente, sulla tradizione clownesca dal celebre Nani Colombaioni.

Lo spettacolo, regia di Nani Colombaioni e Ibel Nagel Rasmussen, è un susseguirsi di gag e sketch esilaranti accompagnati da musica dal vivo. Tolfa (più precisamente il centro studi italo-norvegese San Giuseppe) è stata scelta come sede per un seminario tenuto negli ultimi sei giorni dal figlio di Colombaioni, Leris, e per presentare Odin e Om al pubblico tolfetano. Il motivo della scelta è spiegato da Bredholt: «E' un paese bellissimo e che permette di lavorare intensamente in un'atmosfera di protezione e tranquillità: l'ambiente giusto, insomma. Leris ha potuto insegnare a noi e ad altri tredici attori i segreti del clown».

Ma qual è la storia dell'Odin: «L'Odin Teatret - racconta Bredholt - nasce nel lontano 1964 in Norvegia per volontà del pugliese Eugenio Barba, che raccolse attorno a sé dei giovani respinti dalla scuola di teatro. L'Odin Teatret si spostò successivamente ad Holstebro in Danimarca, dove ha sede tuttora, e dove artisti danesi, italiani, inglesi e norvegesi, curano spettacoli che vengono portati in tutto il mondo e interpretati in inglese, italiano, spagnolo e francese».

Bredholt si sofferma poi sulla pratica del «baratto culturale»: «E' abitudine del nostro teatro di barattare la nostra cultura con quella delle comunità che ci ospitano: è questo che è avvenuto proprio ieri sera (al centro studi San Giuseppe, ndi) quando abbiamo incontrato il coro di Tolfa, musicisti romani e altri artisti locali con cui abbiamo passato una serata di scambio culturale».

Ma come e perché la passione per lo stile clownesco? Risponde Sandra Pasini: «Come ci ha insegnato Nani Colombaioni, il clown è una figura che deve essere propria di ogni attore, perché essere clown significa prima di tutto essere uomini sensibili. Non è semplicemente una professione. Anche per questo il nostro spettacolo fatto di gag e sketch si rivolge a tutta la famiglia.

Leris in questi giorni ha saputo trasmetterci in maniera profonda il senso della vita circense, i dettagli che un clown deve curare per dare il meglio in una performance. Una sua frase mi è rimasta impressa nella mente e credo che spieghi il vero senso dell'essere clown, che va al di là della professione: «nel mio circo gli anziani non devono pagare: hanno il diritto di assistere allo spettacolo».

Marco Amabili


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